Spesso le parole innovare o rinnovare sono viste come sinonimi di molto dispendioso e forse poco utile se la tecnologia vecchia dà ancora buoni frutti, in special modo qui in Italia.

In realtà l'innovazione è ottimizzazione, ovvero meno sprechi e quindi maggiori guadagni.

Questo è reso manifesto dal fatto che il focus odierno delle unità di ricerca e sviluppo di qualsiasi settore tecnologico è appunto il risparmio visto come risparmio a tutto tondo: risparmio di tempo, spazio, costi, energia. Quindi innovare non può che essere vantaggioso.
Inoltre cambiare modi, metodi, tecniche non deve spaventare, non è un qualcosa di oscuro, è la nostra natura; l'istinto dell'Uomo è innovare; se non fosse così, oggi noi ci troveremmo ancora a doverci scaldare con fuoco e pelli di animali, a cacciare per sfamarci e a dormire in fredde e buie caverne. O no?!

Quello che abbiamo e siamo oggi è il risultato dell'eterno ciclo di innovazione. Potremmo quasi dire che innovare è un ciclo senza fine che si apre e chiude in continuazione nello stesso istante: si adotta una innovazione tecnologica al momento in cui la vecchia innovazione è diventato obsoleta; metaforicamente potremmo vederla come una teoria di Darwin improntata però sulla evoluzione della tecnologia.

Innovare è quindi importante ed essenziale per sopravvivere, in particolar modo adesso, che la tecnologia batte tutti i tempi.

Ma quali piccole-medie imprese hanno già scommesso sull'innovazione? Come? Quali spese e quali benefici ha portato il cambiamento?
Questo lo scopriremo nei prossimi articoli.

 

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